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Prosecco DOC e DOCG: le differenze dietro lo stesso nome

Quick answer

La menzione "Prosecco" in etichetta cela due realtà ben distinte. Il Prosecco DOC (dal 2009) è la denominazione più ampia, con una zona che abbraccia 627 comuni tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG rappresenta invece il cuore storico collinare: 15 comuni riconosciuti dal 1973 e promossi a DOCG nel 2009, dove 276 produttori certificati lavorano su colline verticali dichiarate Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2019. Stessa uva Glera (minimo 85%), ma geografie e disciplinari radicalmente diversi.

Un solo nome, due zone e un paese vicino a Trieste

La riforma del 2009 che ha istituito il Prosecco DOC ha compiuto un'operazione insolita: ha ancorato il nome del vino alla località di Prosecco, nei pressi di Trieste, trasformando quello che era il nome di un vitigno in una denominazione d'origine protetta legata al territorio. Questa mossa legale spiega perché la zona DOC si estenda oggi su ben 627 comuni in due regioni – dal confine friulano fino a tutto il Veneto – e perché i viticoltori al di fuori di quest'area non possano scrivere legalmente "Prosecco" in etichetta, pur utilizzando uve identiche. Si tratta della zona di produzione più grande tra tutte le denominazioni italiane, superata solo da pochissime IGP agroalimentari; ecco perché quel nome sullo scaffale dice ben poco finché non si legge la riga successiva dell'etichetta.

Il cuore della DOCG: 15 comuni di vigneti quasi verticali

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG rappresenta una filosofia opposta: 15 comuni adagiati su colline scoscese tra le cittadine di Conegliano e Valdobbiadene, un'area riconosciuta già nel 1973 e promossa a DOCG proprio nel 2009, in concomitanza con la nascita della grande DOC circostante. Le pendenze sono talmente impervie che quasi ogni lavoro viene eseguito a mano: non a caso, la tipologia Rive del disciplinare rende la vendemmia manuale obbligatoria. Nel 2019 l'UNESCO ha iscritto queste colline (Le Colline del Prosecco) nella lista del Patrimonio dell'Umanità. Oggi si contano 276 produttori certificati registrati nell'elenco ufficiale del Consorzio, a differenza di altre zone dove un'unica cantina cooperativa può imbottigliare il raccolto di centinaia di viticoltori.

Stesso vitigno, regole più severe

Entrambi i vini si basano sull'uva Glera per almeno l'85%, con vitigni locali come Verdiso, Bianchetta Trevigiana e Perera ammessi fino a un massimo del 15%. Le reali differenze risiedono nei limiti di produzione. La DOCG fissa la resa massima a 13,5 tonnellate per ettaro per il vino base, che scendono a 13 per il Rive e a 12 per il celebre Superiore di Cartizze, la rinomata micro-zona collinare all'interno del comune di Valdobbiadene. Il titolo alcolometrico volumico minimo sale dal 10,5% della tipologia base all'11,5% per Rive e Cartizze. Lo stile 'sui lieviti' – rifermentato in bottiglia, con almeno 90 giorni di affinamento sui lieviti e rigorosamente Brut Nature – rappresenta l'omaggio del disciplinare al Prosecco col fondo della tradizione contadina, antecedente al metodo Martinotti in autoclave.

Rive e Cartizze: leggere le scritte in piccolo

In particolare, due diciture sull'etichetta di una DOCG meritano attenzione. Rive – termine dialettale che indica i versanti ripidi – seguito dal nome di una frazione o comune, garantisce che ogni singolo grappolo provenga esclusivamente da quel preciso costone collinare, vendemmiato a mano e con rese ridotte: è l'approccio più vicino al concetto di cru borgognone che il Prosecco possa offrire, con decine di Rive che imbottigliano ciascuna la propria specifica esposizione. Il Superiore di Cartizze si spinge oltre: un'unica celebre collina con le rese più severe dell'intera denominazione. Entrambe le menzioni sono un'esclusiva della DOCG; una bottiglia di Prosecco DOC generico non potrà mai riportarle, rappresentando così il modo più rapido per distinguere un vino di collina da uno di pianura senza dover girare la bottiglia.

Sullo scaffale c'è anche Asolo

Una terza denominazione completa il quadro: l'Asolo Prosecco DOCG, situato sull'altra sponda del fiume Piave, che conta 18 comuni intorno alla storica cittadina collinare di Asolo, con 74 produttori iscritti all'elenco del Consorzio. Più piccola e meno celebre rispetto a Conegliano Valdobbiadene, condivide la medesima filosofia collinare della DOCG pur offrendo spesso prezzi più competitivi. La regola pratica per orientarsi tra gli scaffali è semplice: la scritta 'Prosecco DOC' indica la denominazione di base e il vitigno; trovare in etichetta 'Asolo' o 'Conegliano Valdobbiadene' significa invece scegliere la collina. Ciascuna di queste zone, compresi tutti i 627 comuni della DOC, è tracciata confine dopo confine sulla mappa di ItalyTasteMap.

FAQ

Il Prosecco DOCG è migliore del Prosecco DOC?

È soggetto a un disciplinare decisamente più severo: una zona esclusivamente collinare limitata a 15 comuni, rese inferiori (13,5 t/ha, che scendono a 12 per il Cartizze), titolo alcolometrico minimo più elevato per Rive e Cartizze, e vendemmia manuale obbligatoria per le Rive. Se poi una specifica bottiglia risulti effettivamente migliore dipende sempre dal singolo produttore, ma lo standard medio della DOCG garantisce vincoli qualitativi nettamente più rigorosi.

Perché la zona del Prosecco DOC comprende anche il Friuli?

Perché la riforma del 2009 ha legato indissolubilmente il nome della denominazione alla località di Prosecco, nei pressi di Trieste, in Friuli Venezia Giulia. Ancorare il nome a un luogo geografico lo ha trasformato in un'indicazione geografica protetta che i produttori extra-italiani non possono legalmente utilizzare, disegnando così un'ampia zona di 627 comuni distribuita su due regioni.

Cosa significa la dicitura Rive sull'etichetta del Prosecco?

Indica un singolo versante collinare particolarmente ripido: significa che tutte le uve provengono dalle colline di quell'unico comune o frazione, vendemmiate rigorosamente a mano e con rese limitate a 13 t/ha. È una menzione esclusiva del Conegliano Valdobbiadene DOCG, equivalente al concetto di cru o singolo vigneto.

Con quale uva si produce il Prosecco?

Principalmente con l'uva Glera, presente per almeno l'85% sia nel DOC sia nel DOCG, con la possibilità di aggiungere fino al 15% di vitigni come Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera e Glera Lunga. 'Prosecco' era l'antico nome del vitigno stesso prima del 2009, quando la legislazione ha riassegnato ufficialmente questo termine al solo territorio tutelato.

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